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Psicologia ad orientamento cognitivo comportamentale a Pisa:

 

   

 

Il metodo dei 4 gradini

 

Esiste un legame tra il disturbo ossessivo-compulsivo (DOC) ed uno squilibrio biochimico a livello cerebrale: il cervello tende ad inviare sempre lo stesso messaggio come se si fosse bloccato in quel punto e non riuscisse a passare al messaggio successivo.

La persona che soffre di DOC non riconosce tale messaggio come non veritiero e tende a mettere in atto molte volte lo stesso comportamento. Un pensiero che si ripete: “Assicurati di aver chiuso bene il gas” è seguito da una verifica estenuante perché non riusciamo a liberarci dalla fastidiosa sensazione di non aver girato la chiavetta come avremmo dovuto per assicurarci una chiusura perfetta. Così se sto contando degli oggetti continuerò a farlo infinite volte senza avere la certezza di aver svolto il mio compito nella maniera giusta. Alla facoltà di Medicina dell’Università di Los Angeles, è stata studiata e messa a punto una tecnica cognitivo-comportamentale denominata il “Metodo dei 4 gradini”, capace, da sola e senza l’utilizzo di farmaci, di produrre modificazioni a livello chimico del cervello e dare buoni risultati nella risoluzione dei sintomi del DOC con un conseguente incremento dell’autocontrollo, dell’autostima, ed un rafforzamento della volontà.

L’obiettivo da perseguire è quello di cambiare il nostro modo di comportarci in seguito ai pensieri ossessivi: i comportamenti compulsivi non fanno altro che rafforzare le ossessioni invece di liberarci dalle penose sensazioni di angoscia legate ad esse. Adottare un nuovo comportamento, crea il terreno necessario per incominciare a resistere e a non comportarci come ci viene suggerito dai pensieri ossessivi. E’ vero che fare ciò richiede un grande impegno ma del resto anche la ripetizione di un comportamento compulsivo ci rende esausti. La messa in atto di un comportamento costruttivo produce una differenza nel modo di funzionare del cervello che costituisce un elemento fondamentale per vincere questa dura battaglia.

Il primo gradino consiste nel ridefinire i pensieri e i comportamenti che ci angosciano, riconoscendoli per quello che sono, ossessioni e compulsioni, e soprattutto rendendoci conto che il bisogno di continue verifiche per cercare di eliminare l’ansia sottostante non deriva da un’esigenza reale. E’ importante riconoscere che quella spiacevole sensazione è un sintomo del DOC che proviene da un falso messaggio.

Il secondo gradino sta nel riattribuire l’angoscia derivante dal DOC ad uno squilibrio biochimico del cervello. Se mi chiedo a cosa devo il fatto che questi pensieri continuino ad assillarmi posso rispondermi che è il cervello a non filtrare in modo appropriato i miei pensieri e che continuo a reagire in modo sbagliato, cioè mettendo in atto continuamente i comportamenti compulsivi che l’ossessione mi suggerisce.

Il terzo gradino ci dà la possibilità di rimettere a fuoco, cioè di fare qualcosa di diverso che sia utile e piacevole rispetto a quello che ci viene suggerito dal DOC. E’ un po’ come aggiustare un disco rotto che ripete sempre la stessa nota musicale perché si è inceppato in quel punto. Impegnarsi nella pratica di ciò è molto importante. E’ impossibile reprimere i pensieri assillanti perché tendono sempre a riemergere; occorre quindi che siamo noi a scansarci mettendo in atto altri comportamenti, rivolgendo la nostra attenzione a qualcosa di funzionale, piacevole e divertente, come ad esempio, correre, ascoltare musica, passeggiare, cucinare, leggere, nuotare.

Il quarto gradino mi consente di riconsiderare le ossessioni e le compulsioni come falsi messaggi, privi di significato e non meritevoli della mia attenzione. La padronanza dei 3 gradini precedenti, mi conduce quindi alla consapevolezza che i pensieri ossessivi e le compulsioni non hanno alcun senso e che sono da ignorare completamente, elementi da svalutare fino al punto in cui iniziano a perdere di intensità nel presentarsi alla mente: quanto più percepiamo quello che sono in realtà i sintomi del DOC, tanto più riusciamo ad accantonarli. La paura e l’angoscia lasciano il posto ad una nuova consapevolezza, quella di essere capaci di ignorarli e di considerarli come un semplice fastidio che si va attenuando sempre di più.

Un metodo, quello dei 4 gradini, davvero esauriente nella sua completezza in grado di apportare notevoli miglioramenti nella sintomatologia del DOC attraverso la guida di un terapeuta.

 

 

Dr.ssa Maria Pia Santucci

 

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Santucci Dr.ssa Maria Pia Psicologa ad orientamento cognitivo comportamentale e NLP Practitioner

Riceve mattina e pomeriggio per appuntamento.

Studio: Via S.Agostino, 20 – 56121 PISA - Cell. 320.1523861

e-mail: mariapia.santucci@tin.it



 

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